32 modelle, 2 ore e mezza, luce ambiente impossibile: col metodo si fa tutto
Ieri pomeriggio ero a Terni per l’ evento “Racconti di Stile ” organizzato dal Dipartimento Moda Made in Italy Ipsia con il patrocinio del Comune di Terni e Umbria Fashion. Madrina della serata Katia Buchicchio, Miss Italia 2025. Diego, stilista e amico, mi aveva chiesto di documentare gli abiti realizzati a mano e di fare dei set dedicati alle ragazze e modelle, oltre che fare “due foto alla sfilata”
Il programma: circa 32 ragazze con 4 uscite a testa in sfilata, un set dedicato per Miss Italia, e set individuali per tutte le partecipanti. Tempo a disposizione: due ore e mezza.
La location non era pensata per un set fotografico. Unico spazio con fondo neutro, non potendo mettere fondali, era di circa 2,5 metri per 1,5 per i set. Luce ambiente con dominanti miste, spot posizionati per l’evento ma non certo per fotografare. 180 persone intorno. E delle 32 ragazze, solo alcune erano modelle professioniste, altre non avevano mai posato prima.
Una situazione che richiede adattamento rapido e gestione della luce senza margine per tentativi.
Set Miss Italia
Primo blocco della giornata: il set dedicato a Katia Buchicchio. 1 minto e 18 secondi perché il tempo si è protratto sul palco. Arriva i corsa, prendo due flash portatili sottraendoli al set della sfilata inutilizzato in quel momento , Godox AD200 Pro II come luce principale, Godox V860III come rim light. Come modificatori: softbox Nanlite 90 Rapid, ombrello deep bianco traslucido, ombrellino da 80 per avere opzioni veloci da montare.
Corpo macchina con trigger, ottica 85mm fisso. Kit compatto
La luce ambiente era inutilizzabile per ottenere il risultato che volevo, quindi l’ho ricostruita da zero con i flash, eliminando le dominanti e creando uno schema controllato misurando e dosando la luce al volo con l’esposimetro. Al primo scatto ecco le foto.



Sfilata: stessi flash, altro schema
Finito il set Miss Italia, ho spostato e riallestito gli stessi tre flash per coprire la sfilata. Prima uscita, 32 modelle in passerella.


Poi al volo ho sottratto due dei tre flash dalla sfilata per montare il set individuale delle modelle in un angolo strettissimo della location. Set da 30-40 secondi a ragazza, varianti luce in 10 secondi, gestione della posa in tempo reale perché la maggior parte non aveva mai posato.

Finite le prime modelle, ho rimesso i flash in posizione sfilata per la seconda uscita.

Poi di nuovo: smonto, sposto, rimonto il set modelle. Altre ragazze fotografate. Poi ancora sfilata per la terza uscita.

E così via per 4 uscite alternate a set individuali.

Un delirio logistico. Ma gestito perfettamente: zero scatti errati, zero tentativi, ogni foto prevista prima di premere il pulsante.
La reazione a caldo
Appena mostrate le anteprime sul display, modelle e presentatrice mi hanno chiesto subito le foto. Non si aspettavano di vedere immagini fatte durante un evento con quella qualità, come se fossero state scattate in studio con tutto il tempo del mondo. Mi hanno detto che non gli era mai capitato prima.
Stessa reazione dall’organizzatore. Questo è quello che succede quando la luce la gestisci davvero invece di subirla.
I numeri
Sfilata con 4 uscite per 32 modelle. Set individuale per ognuna. Set dedicato per Miss Italia. 130 foto selezionate, 120 consegnate finite, 5 scartate. Ritocco completato in 4 ore. Lavoro già consegnato a giornali, organizzazione e agenzia.
Immaginate di fotografare senza saper gestire la luce e dover scegliere fra consegnare foto così, senza estetica, oppure mettervi lì a post produrre per giorni.

Ecco perché è fondamentale gestire la luce in velocità
Questo lavoro è esattamente a tema con quello che insegno. Non teoria, non “facciamo qualche prova e vediamo”. Capacità operativa: costruire lo schema, prevedere il risultato, ottenere la foto al primo scatto anche quando tutto intorno è caos.
Chi vuole approfondire il metodo trova i percorsi completi su schemiluce